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Terremoto Italia centrale: partiti oggi sopralluoghi su edifici privati

5 settembre 2016

I cittadini possono fare domanda di verifica presso Centri operativi comunali e Comuni

Sopralluoghi su edifici privati - immagine di repertorioProseguono le attività legate alla gestione dell’emergenza per il terremoto che, lo scorso 24 agosto, ha colpito le Regioni del centro Italia.
In questi giorni si sta lavorando, a ritmi serrati, alle verifiche di agibilità sugli edifici pubblici, a partire dalle scuole, anche in vista dell’imminente riapertura dell’anno scolastico.
Nella giornata di oggi, sono inoltre partiti ad Accumoli i primi sopralluoghi sugli edifici privati, a cominciare da quelli che non hanno subito crolli, per favorire un rientro il più rapido possibile delle persone la cui casa è agibile o può essere nuovamente abitata con piccoli interventi. Progressivamente le squadre si sposteranno verso le zone rosse dei Comuni colpiti, dove i crolli e gli edifici gravemente danneggiati sono numerosi.

Ma cosa deve fare un cittadino per richiedere un sopralluogo? E in cosa consiste esattamente questo tipo di valutazione? Tre domande e risposte per saperne di più:

A chi devo richiedere la verifica della mia casa?
Devi fare richiesta al tuo Comune o al Centro operativo comunale compilando il modulo allegato alle “Indicazioni operative per il censimento danni”, pubblicate sul sito del Dipartimento della Protezione Civile. 
Il modulo da compilare per le abitazioni private è il Modello IPP “Istanza di sopralluogo per edifici/opere pubbliche, privati”

Una volta presentata domanda, chi svolge la verifica?
La verifica è a cura di tecnici abilitati Aedes (Agibilità e danno nell’emergenza sismica) o esperti. Questi tecnici devono essere stati formati in uno dei corsi sulla “Valutazione di agibilità e rilievo del danno”, organizzati secondo lo standard condiviso col Dipartimento della Protezione Civile. Solo per i dipendenti pubblici o per il personale dei centri di competenza - che non abbiano seguito i corsi - è necessario avere la qualifica di esperto e quindi aver partecipato a campagne di rilievo del danno dal 1997 per almeno tre diversi eventi, con un numero minimo di 15 giornate di sopralluoghi, o in caso di singolo evento, aver effettuato almeno 30 giornate di sopralluoghi.

Che cos’è la scheda Aedes?
La scheda Aedes - utilizzata a partire dal terremoto umbro-marchigiano del 1997 e in tutti gli eventi sismici successivi - è un scheda per il rilevamento speditivo dei danni, la definizione di provvedimenti di pronto intervento e la valutazione dell’agibilità post-sismica di edifici con tipologia strutturale ordinaria (in muratura, in cemento armato o acciaio intelaiato o a setti) dell’edilizia per abitazioni e/o servizi. Questa scheda non può essere applicata a edifici industriali (quali ad esempio i capannoni prefabbricati, per i quali si una scheda dedicata), monumentali (in particolare le chiese, per le quali esiste un altro tipo di scheda), o altri manufatti (come, ad esempio, i serbatoi), né a ponti e altre opere infrastrutturali.

Contributo Autonoma Sistemazione: chi può far richiesta e come

10 settembre 2016

Inviate alle Regioni le indicazioni operative del Capo del Dipartimento con i criteri e le modalità di assegnazione

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha inviato oggi ai Presidenti delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo una circolare che contiene indicazioni operative ed attuative per i Sindaci dei Comuni delle aree colpite dal terremoto, relative alla concessione del Contributo di Autonoma Sistemazione.

La circolare dà piena attuazione all'art. 3 dell'Ordinanza n. 388/2016 che dispone che siano i Comuni interessati dal sisma a curare l’istruttoria e la gestione delle attività volte all’assegnazione ai nuclei familiari del contributo. La circolare dispone che i sindaci debbano erogare i contributi verificata la presenza di specifici presupposti.

Chi può far richiesta del Contributo di Autonoma Sistemazione?
Possono far richiesta del Contributo i nuclei familiari che abbiamo provveduto autonomamente a trovare un alloggio alternativo senza carattere di stabilità, gli affittuari di immobili e chi usufruiva di alloggi in strutture pubbliche o private che siano stati sgomberati, in seguito al terremoto, o siano stati distrutti in tutto o in parte dal sisma. La circolare individua come nucleo familiare anche lo stato di convivenza. Appartengono al nucleo familiare anche le persone inserite nello stesso che offrono assistenza domiciliare a minori, infermi, disabili, soggetti non autosufficienti.

Come si fa richiesta del Contributo di Autonoma Sistemazione?
I soggetti interessati al Contributo, in rappresentanza del proprio nucleo familiare, devono presentare al proprio Comune di residenza un'istanza in forma di autocertificazione. La domanda dovrà essere inviata usando il modulo allegato e in questa dovrà essere indicato:

- la composizione del nucleo familiare;
- l'indirizzo dell'abitazione nella quale, al 24 agosto 2016, lo stesso risiedeva stabilmente;
- se l'abitazione sia stata sgomberata o distrutta in tutto o in parte;
- se il nucleo familiare include persone con più di 65 anni, portatori di handicap, diversamente abili con invalidità non inferiore al 67%;
- qualunque titolo in grado di legittimare l'uso dell'abitazione;
- la titolarità delle utenze di luce, gas, telefonia fissa o mobile;
- la titolarità di un contratto di locazione registrato se si è affittuari di immobili.

A quanto può ammontare il Contributo di Autonoma Sistemazione?
Le famiglie possono ottenere un contributo massimo di 600 euro, 200 euro a componente del nucleo familiare. Per le famiglie con più di tre persone il contributo è quindi fissato in 600 euro. Se il nucleo è composto da una sola persona il contributo è di 300 euro. E' possibile disporre di ulteriori 200 euro mensili in aggiunta al contributo massimo se in famiglia ci sono persone con più di 65 anni e/o portatori di handicap e/o diversamente abili con invalidità non inferiore al 67%.

Rimozione delle macerie. Le disposizioni su raccolta e trasporto

11 settembre 2016

Inviate alle Regioni le indicazioni operative del Capo del Dipartimento

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha inviato oggi ai Presidenti delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo una circolare che contiene le prime disposizioni per la rimozione delle macerie prodotte a seguito del terremoto del 24 agosto.

Le indicazioni operative danno prima attuazione all'art. 3 dell'ordinanza 391/2016 che definisce la tipologia di materiali considerati come macerie, individua i soggetti responsabili del trasporto dei materiali, pone in capo alle ARPA e le ASL territorialmente competenti la vigilanza sull'attività di rimozione, trasporto e deposito e pone in capo alle Regioni - che si possono avvalere anche dei Comuni - la responsabilità per l’attuazione di queste misure, per i propri ambiti territoriali di competenza.

I materiali individuati come macerie 
L'ordinanza 391 e le indicazioni operative stabiliscono che sono "macerie" i materiali di edifici pubblici e privati crollati in tutto o in parte dopo gli eventi sismici del 24 e dei giorni successivi, quelli derivanti da demolizioni o abbattimenti di edifici pericolanti disposti dai Comuni, da altri soggetti competenti o comunque svolti su incarico di questi ultimi. Non rientrano invece nelle disposizioni dell'ordinanza 391 i rifiuti derivanti dalle demolizioni decise autonomamente dai privati, quelli derivanti da lastre e materiale in amianto, i resti dei beni di interesse architettonico, artistico e storico. Questi ultimi saranno invece raccolti, selezionati e trasportati in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

I siti di deposito
La responsabilità dell'individuazione dei siti di deposito temporaneo è in capo alle Amminstrazioni competenti, come definito dall'ordinanza 391/2016. Le indicazioni operative ribadiscono che l'individuazione degli stessi siti, altri quindi rispetto ai siti comunali di deposito, deve essere effettuata in tutela della salute pubblica e in salvaguardia dell'ambiente. E' opportuno, in questo caso, scegliere aree pianeggianti vicine il più possibile alle zone di raccolta e che non siano soggette ad elevato rischio idrauilico e idrogeologico. Gli stessi siti devono essere segnalati e delimitati, nonchè accessibili in totale sicurezza.

Le modalità di raccolta e trasporto
Le macerie sono classificate come rifiuti solidi urbani, in particolare come "rifiuti indifferenziati residui" limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto. E' infatti molto difficile in queste due fasi procedere, come disporrebbe il Dlgs 152/2016, all'attribuzione di un codice specifico di classificazione per la massa eterogenea di rifiuti inerti, arredi, apparecchiature elettriche ed elettroniche, attrezzature e beni vari presenti negli edifici durante il sisma. Le indicazioni operative comunque sottolineano la possibilità di procedere alla raccolta selettiva dei rifiuti - per tipologie omogenee per quanto possibile - in opportune condizioni di sicurezza.

Chi si occupa della raccolta e del trasporto
Le operazioni di raccolta e trasporto ai siti di deposito temporaneo e/o ai centri di raccolta comunali possono essere eseguite dall'Ente che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, dal Comune o da altre Amministrazioni pubbliche coinvolte a vario titolo. Se questi soggetti non possano procedere alla raccolta e al trasporto, è possibile - in casi di estrema urgenza - affidare il servizio ad imprese private.

Riprendono le attività didattiche nei territori del sisma

13 settembre 2016

Da Amatrice un messaggio importante di rinascita

ripresa attività didatticaÈ ripreso oggi l'anno scolastico per oltre 200 alunni di Amatrice, Accumoli e frazioni, con il ritorno in classe nei nuovi moduli temporanei realizzati in tempi record dalla Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento nella frazione San Cipriano ad Amatrice.
L'inaugurazione dell'anno scolastico è un segno di rinascita anche per Cittareale: anche qui, stamattina, sono riprese le lezioni in apposite tensostrutture montate grazie ai volontari dell'Associazione Nazionale Alpini e alle forze armate.

“Ripartiamo da qui, ripartiamo dalla scuola" è stato il messaggio del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che ha preso parte, insieme al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi, al Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, e al Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, al simbolico taglio del nastro alla presenza dei Sindaci dei Comuni colpiti dal sisma, dei Dirigenti Scolastici, dei docenti, degli studenti e delle loro famiglie.
"Scuola è cultura e comunità" ha proseguito il Capo Dipartimento. "Usiamo le scuole per aumentare la cultura di protezione civile, della prevenzione: i bambini rappresentano il futuro e dobbiamo investire sulla loro formazione se vogliamo che a fronte di eventi simili non si contino più così tante vittime e feriti. Fidiamoci delle Istituzioni: noi siamo qui oggi per ribadire che il percorso avviato vogliamo proseguirlo e portarlo a termine tutti insieme".

Amatrice, oggi, è un simbolo per tutte le altre scuole che anche nei prossimi giorni riprenderanno le attività negli edifici agibili o in soluzioni provvisorie. “Ripartire dalla scuola è l'impegno del governo, di tutti coloro che in questi giorni si sono spesi insieme per produrre un mezzo miracolo” ha ribadito il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.
Fissato, invece, per il 15 settembre l’inizio delle lezioni per gli studenti di località Acquasanta Terme, Gualdo del Tronto e Arquata, ospitati in tensostrutture realizzate, anche queste, grazie all'impegno dei militari e degli alpini. Tra due giorni riprendono le lezioni anche a Montegallo, dove le strutture provvisorie sono state donate e realizzate dalla Regione Emilia-Romagna. 

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